LA STORIA DELLE SPUME

"Come va?
Sei ancora addormentata città da sempre amata, perduta e mai riconquistata.
E il ricordo è così lontano di un bicchiere di spuma freddo nella mano."
Ivan Graziani, Signora bionda dei ciliegi
https://www.youtube.com/watch?v=cADXEMP_k0w&feature=kp

Non è chiara quale sia la storia di questa bevanda dissetante, che ha accompagnato per decenni le estati di grandi e piccini. Sappiamo che nasce e viene consumata soprattutto nel nord Italia ma anche nel Centro, in particolare in Toscana, a cavallo tra l'800 e il '900 (probabilmente nei primi anni '20, e nel 1925 già vinceva a Bruxelles un concorso internazionale).
In quel periodo molti paesi e città d'Italia avevano il proprio produttore locale di bibite gassate. Ognuno di questi piccoli bibitai artigianali, detti anche "gazzosai", preparava e personalizzava con i propri ingredienti queste bevande,tanto da creare una varietà di marche e di gusti decisamente ampia grazie alla loro semplicità di preparazione. È per questo che è impensabile attribuire il merito dell'invenzione della spuma ad una sola persona.

Sappiamo che in Italia l'antenata della spuma è stata la celebre gassosa, che risale addirittura al 1888, prima che la Coca Cola arrivasse dall'America sul mercato italiano. Sappiamo inoltre che esistono spume all'arancia, al cedro, al bitter, alla menta e anche spume bianche (molto simili alla gassosa), scure o bionde. Le più conosciute sono senza dubbio queste ultime due varietà, perla preparazione delle quali ogni produttore ha una propria ricetta che differisce leggermente l'una dall'altra.

La spuma nera (conosciuta soprattutto nel nord-est) è ufficialmente prodotta per la prima voltanel 1938 da Antonio Verga, fondatore della Spumador, si dice per carenza di materie prime per il chinotto. Dall'infusione di 17 aromi tutt'oggi segreti creò la ricetta di uno dei tipi di spuma più celebri.
La spuma bionda invece ha delle origini meno note e più remote, che risalgono probabilmente alla fine dell'800 ma che altri attribuiscono all'inizio del '900, si dice a causa di un innalzamento del prezzo del cedro. La sua origine è fatta risalire anche all'esperimento di qualche oste, che miscelava alla gassosa il prodotto dell'infusione dell'uva sultanina (moscato, per l'esattezza) con altri aromi e il caramello. Anche la ricetta della spuma bionda è molto misteriosa, ma anche qui forse sarebbe più opportuno parlare di ricette, al plurale. Questo tipo di spuma è forse il più conosciuto e diffuso.
Ancora più dubbia è la nascita delle spume aromatizzate.

Sappiamo in generale che la diffusione di questa bibita dissetante era molto ampia soprattutto tra le classi operaie, grazie al suo prezzo contenuto rispetto alle concorrenti di marche internazionali, e alla sua facile reperibilità. Si trovava facilmente al bar, dal droghiere, in qualche vecchia trattoria e negli oratori. Veniva consumata da anziani, adulti e ragazzi sia da sola che miscelata, per trovare sollievo alla calura estiva, per unapausa durante il lavoro, con pasti o panini ("Un pezzo di salato e una spuma bionda!") e come accompagnamento durante una serata tra amici.
La spuma abbinata al vino era il mix più popolare. Negli anni'50-'60 si chiedeva il "sù e giò" per avere un bicchiere di spuma nera e vino rosso. In Toscana si chiedeva il "mezzo e mezzo" per farsi allungare il vino con la spuma. La bionda veniva a volte mischiata con la birra per ottenere un cocktail gustoso e dissetante, più o meno come succedeva con la gassosa.

Tutt'oggi frequente utilizzare il termine spuma per indicarte una qualsiasi bibita analcolica soft drink composta da acqua gassata, zucchero, coloranti (caramello) e aromi naturali (vaniglia, succo di limone, spezie, infuso di scorze di arancia, rabarbaro, ecc...). Il termine deriva dal più anglofono "soda", che sta ad indicare una qualsiasi bevanda alcolica gassata a prescindere dal gusto che ha e da chi la produce.

Questa bibita così amata in alcune zone d'Italia e sconosciuta in altre non ha più la fama di un tempo e non viene più impiegata nella preparazione di cocktail e aperitivi, ma sta vivendo una sorta di rinascita grazie al suo prezzo contenuto e alla sua semplicità. Sono state create nuove giovani produzioni e altre più storiche si sono affermate, affiancancando alla produzione della spuma bionda o scura delle spume con gusti e aromi più particolari.

Noi che produciamo le spume Queen ci impegnamo a tenere viva questa tradizione artigianale tutta italiana, con amore e passione, impegnandoci a distribuire la spuma bionda e le spume aromatizzate, bibite artigianali prodotte in Toscana con materie prime selezionate.

Fonti (link):
www.wikipedia.com
www.chinotto.com
www.pratosfera.com
www.cumbrugliume.blogspot.ch